La parola “astratto” deriva dal latino ab trahere (togliere via) e Paola Gamba, nel suo percorso artistico, ha man mano dissolto i contorni riconoscibili dei soggetti rappresentati (corpi e volti umani soprattutto), giungendo alla totale rinuncia dell’iconografia e affidando la sua carica espressiva alle forme e ai colori.
L’assenza di relatività all’oggetto, ha intensificato gli accenti suggestivi ed evocativi: ad ogni incontro di colore, di linee e di forme c’è il richiamo indefinito di uno stato d’animo. I movimenti cromatici si avvicendano, come itinerari fluidi dell’immaginazione, per lo sconfinato spazio della memoria. I vissuti emotivi si sovrappongono, lasciando tracce indelebili, dando pregnanza al racconto e comunicando con l’osservatore attraverso dati sensoriali che finiscono con l’essere percepiti affettivamente.
L’uso di materiali e tecniche diverse, sostanzialmente estranei alla tradizione pittorica, riesce ad imprimere una tridimensionalità che nel corso del tempo ha perso scabrosità graffianti, divenendo più delicata e finendo col suggerire una percezione tattile vellutata.
Il movimento presente nelle opere è il risultato di forze che si attraggono e si respingono, che catturano l’attenzione trascinandosi in particolari direzioni e che si manifestano in sequenze spaziali di forme e colori, esaltate dalla valenza plastica dello spessore ineguale della superficie. Il forte effetto dinamico è ottenuto, inoltre, non soltanto dagli “oggetti colori” usati obliquamente, ma anche dagli intervalli tra gli stessi: una sorta di “riferimento zonale” di nero assoluto.
Le spinte centrifughe dei monocromi a volte risultano rallentate perché dirette verso sinistra o perché bilanciate dagli elementi della metà speculare. Questo dona effetto simmetrico all’insieme, equilibrio alla composizione, sottolineato dal piano di rappresentazione il più delle volte rettangolare.
L’azione non è pianificata, ma neanche avventata: c’è un progetto che lascia un certo margine al caso, simbolo di libertà e, allo stesso tempo, della condizione esistenziale in cui è inevitabile affrontare situazioni impreviste.
E’ l’azione di Paola Gamba ad essere definita attraverso il suo essere o è il suo essere ad essere definito attraverso l’azione? Certo è che essi, insieme, interpretano l’esistenza nei suoi duplici aspetti della permanenza e del mutamento, diventando, grazie anche attraverso il processo dialettico delle stratificazioni trasparenti, metafora della vita.
Marzo 2005 Amalia Forcina